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Faq rc professionale liberi professionisti e studi

Cos’è e quando serve

E’ la polizza obbligatoria per legge, che tutela il professionista per le somme che è tenuto a pagare a terzi a seguito di errori od omissioni commessi nello svolgimento della sua attività.

Chi sono i soggetti assicurati?

Sono assicurati il contraente della polizza, qualsiasi titolare, socio, partner, professionista associato, dipendente o collaboratore del contraente per l’attività svolta per conto e nel nome del contraente, eredi, tutori e curatori di qualsiasi  assicurato.

Quali sono i massimali della polizza?

Il professionista può  scegliere  tra  diverse opzioni che vanno  da un  minimo di 250.000 Euro  ad un massimo di 5.000.000 Euro. Per alcune specifiche garanzie la polizza prevede dei massimali inferiori (“sottolimiti”).

E’ possibile in caso di necessità aumentare il massimale?

Sì, nel caso in cui si rendesse necessario in corso d’annualità aumentarlo.

Quali sono le franchigie in caso di sinistro?

Ad ogni opzione di massimale corrisponde una franchigia, da un minimo di 1.000 Euro.

Quale periodo copre la polizza RC Professionale?

La polizza, essendo stipulata nella forma “claims made”, vale per le richieste di risarcimento ricevute durante il periodo di durata del contratto per errori od omissioni commessi anche in un momento precedente la stipula. (il periodo di retroattività è quello previsto dalla continuità contrattuale, oppure si può optare anche per aumenti di periodo) e per i quali non siano già emerse contestazioni.

Che cos’è e a cosa serve la garanzia postuma?

E’ un periodo successivo alla scadenza dell’assicurazione nel quale possono essere accolte denunce di reclami conseguenti  ad  errori  od  omissioni  commessi  fino  alla  data  di  scadenza  dell’assicurazione.  E’ consigliata l’attivazione  della  garanzia  postuma,  che  avrà  un  costo  pari  al  250%  dell’ultimo  premio  pagato, in  caso  di cessazione dell’attività professionale, in modo da tutelare l’assicurato da eventuali danni che  dovessero emergere nel decennio successivo alla cessazione dell’attività.

In quali Paesi vale la copertura?

La polizza opera per attività svolte in qualsiasi luogo del mondo, con  la  sola  eccezione  di  USA,  Canada  e  dei territori sotto la loro giurisdizione. Tuttavia, alcuni paesi hanno legislazioni particolari che impongono la stipula “in loco” di assicurazioni integrative.

Quali attività sono coperte?

La polizza è strutturata nella forma “all risks”, ossia a copertura di tutti i danni causati nell’esercizio di qualsiasi attività consentita dalla legge e dai regolamenti che disciplinano l’esercizio della professione di ingegnere o architetto, siano essi di natura patrimoniale, materiale o corporale, con la sola eccezione dei casi specificati nella sezione “esclusioni”. Nella polizza sono comunque state indicate alcune attività, le più comuni, a titolo puramente esemplificativo ma in ogni caso non limitativo.

Sono coperte le spese legali?

La polizza copre le spese legali nei limiti previsti dall’art. 1917 del Codice Civile, ossia a condizione che tali spese debbano essere sostenute per resistere ad un’azione di un qualsiasi reclamante che potrebbe comportare il pagamento di un indennizzo da parte dell’assicurato.

Cosa si intende per “introiti lordi al netto dell’IVA”?

Si intende il fatturato lordo di competenza dell’esercizio precedente a quello di adesione alla  convenzione  (o rinnovo), anche se non incassato, comprensivo dei contributi integrativi assoggettati ad IVA. L’importo deve includere solo i corrispettivi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, escludendo quindi  gli  altri  introiti relativi, ad esempio, al recupero di spese dello studio.

In caso di nuova attività, quale dato deve essere indicato?

Deve essere indicato il fatturato previsto per l’esercizio in corso.

E’ possibile “modulare” la copertura sulla base delle esigenze dell’assicurato?

Il prodotto è standardizzato per andare il più possibile incontro alle esigenze della maggioranza degli iscritti. Il professionista  può  scegliere,  oltre  al  massimale,  l’eventuale  attivazione  delle  garanzie/esclusioni  previste all’interno del questionario ricevuto.

Sono possibili deroghe o variazioni delle condizioni contrattuali?

Si,  il  testo  è  stato  predisposto  dagli  assicuratori  per  essere  adeguato  alla  quasi  totalità  delle casistiche relative all’attività professionale dichiarata e se necessario possiamo dialogare con gli assicuratori al fine di supportare i professionisti adeguando il testo alle richieste del committente.

Esiste una tariffa dedicata ai giovani professionisti?

Si  prevediamo  una  tariffa  speciale  per  i  professionisti  “under  35”  che  prevede  un  massimale  dedicato e franchigie  ridotte.

Qual’ è la durata della polizza e come si rinnova?

La  polizza  ha  durata  annuale  senza  rinnovo  automatico.  Nei  30  giorni  antecedenti  la  scadenza,  ogni assicurato riceverà un’e-mail contenente un questionario per procedere con il rinnovo della copertura, il cui costo sarà parametrato al fatturato  realizzato  nell’anno  precedente.  L’assicurato  può  comunicare  la  disdetta dell’  incarico  affidato  al  Broker  inviando  prima  dei  60  giorni antecedenti la scadenza una lettera raccomandata o un’e-mail PEC.

Quali sono gli eventi che devono essere denunciati agli assicuratori?

La   polizza   definisce   come   “reclamo”   che   deve   essere   denunciato   agli   assicuratori   qualsiasi   richiesta   di risarcimento presentata all’ assicurato, qualsiasi diffida scritta o verbale ricevuta dall’assicurato in cui un terzo esprima l’intenzione di attribuirgli delle responsabilità, qualsiasi circostanza (compresi avvisi di garanzia e/o mandati di comparizione) di cui l’assicurato venga a conoscenza che si presuma possa ragionevolmente dare  origine ad una richiesta di risarcimento nei suoi confronti, qualsiasi notifica dell’avvio di un procedimento da parte della Corte dei Conti per l’accertamento della responsabilità amministrativa ed amministrativa-contabile.

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Speciale commercialisti, responsabilità professionali sotto il mirino attento dell’esperto

Da un attento studio di tutte le polizze RC Professionali in circolazione, siamo arrivati alla conclusione che aver messo l’obbligo di assicurazione per i professionisti è una vera vergogna. Non perché il professionista non debba essere assicurato, anzi, ma perché lo Stato non ha obbligato le assicurazioni a commercializzare delle polizze adeguate, che coprano tutti i rischi a cui va in contro un professionista.

In questo tipo di casistica rientrano tutte le polizze emesse dalle principali Compagnie di assicurazione.

Essendo specialisti nel settore delle rc professionali, di seguito elenco alcune lacune che dobbiamo garantire ai professionisti.

  • RC solidale: questa parte è importantissima. Non averla può voler dire chiudere l’attività. In estrema sintesi in caso di essere un membro del collegio sindacale, non viene assicurata la richiesta danni di cui risulta responsabile in via di solidarietà. Se i soggetti coinvolti hanno un’assicurazione che non copre per qualsiasi motivo, i danni vengono richiesti ad un solo responsabile anche a distanza di anni, fino a 10. (art. 2055 C.C.). Tutto l’ammontare del danno verrebbe richiesto al professionista rimasto in attività (per effetto della resp. solidale). La polizza deve prevedere sempre e comunque i danni derivanti la responsabilità solidale;
  • Nessun sotto limite: mentre la polizza delle altre compagnie per determinati rischi copre solo per una parte del massimale indicato in polizza (per esempio se ha scritto in polizza massimale 1.000.000 di euro, ci sono dei casi in cui nelle condizioni di polizza sono indicati con un massimale a parte, normalmente molto più basso). Un esempio sono, i danni da interruzione o sospensione di attività di terzi, revisore dei conti, membro del collegio sindacale, membro dell’organismo di vigilanza, mancato rispetto privacy, con sotto-limiti di massimale ridotti fino a 100.000,00 euro. Le nostre soluzioni coprono qualsiasi danno con il massimale scelto e indicato sul frontespizio di polizza;
  • Presenza di una Franchigia e non di Scoperti: è presente uno scoperto in caso di sinistro che ammonta tra un 10% e un 20%. Significa che in caso di sinistro il 10% o il 20% dell’ammontare del danno è a carico dell’assicurato e non coperto dall’assicurazione. Nelle nostre soluzioni è presente solo una franchigia, da scegliere da un minimo di 1.000,00 euro a salire. La franchigia è una quota fissa che rimane a carico dell’assicurato, scelto insieme alla stipula, che non dipende dall’ammontare del danno creato;
  • La polizza All-Risk: Le altre compagnie hanno un elenco di tutte le attività che sono garantite, con la possibilità di inserire e togliere garanzie. Ma se capita un lavoro da fare che non era previsto in polizza, ci ricordiamo di assicurarlo? Ci ricordiamo se era previsto dal contratto? Le nostre soluzioni proprio per lasciare tranquillo l’assicurato nello svolgimento della sua attività recita:” Le attività coperte sono tutte quelle consentite dalla legge e dai regolamenti che disciplinano l’esercizio della professione.”
  • Retroattività fino ad illimitata: molte hanno una limitazione nella retroattività, per esempio 10 anni. Pretendete di essere assicurati sin dal primo giorno di esercizio, con retroattività illimitata;
  • I tempi della denuncia: si rimanda all’articolo che parla delle circostanze, nel caso della professione del commercialista denunciare la circostanza è fondamentale importanza;
  • Lasciato per ultimo perché rispetto alle gravi carenze elencate in precedenza, ci sembrava meno importante il valore del prezzo. Il premio di assicurazione rappresenta il primo sinistro per l’assicurato, tenerlo sotto controllo è di fondamentale importanza dopo aver considerato tutti i rischi che l’attività.

Occhio: Ricordo a tutti le polizze hanno ancora il tacito rinnovo 60 giorni, è indispensabile muoversi in tempo.

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Ingegneri, architetti, geometri, attenzione alla vostra polizza di assicurazione

Da un attento studio di tutte le polizze Rc Professionali in circolazione, siamo arrivati alla conclusione che aver messo l’obbligo di assicurazione per i professionisti è una vera vergogna. Non perché il professionista non debba essere assicurato, anzi, ma perché lo Stato non ha obbligato le assicurazioni a commercializzare delle polizze adeguate, che coprano tutti i rischi a cui va in contro un professionista.

In questo tipo di casistica rientrano tutte le polizze emesse dalle principali Compagnie di assicurazione.

Essendo specialisti nel settore delle rc professionali, di seguito elenco alcune lacune che dobbiamo garantire ai professionisti.

  • Rc solidale: questa parte è importantissima. Non averla può voler dire chiudere l’attività. Non vengono garantiti i danni di cui risulta responsabile in via di solidarietà. In caso di lavoro con altri soggetti (imprese, geometri, architetti, commercialisti, ecc), ognuno probabilmente ha la sua percentuale da risarcire. Questa quota parte dovuta è coperta nei limiti dei massimali stabiliti anche dalle altre compagnie. Ma, se in questi anni gli altri soggetti avessero chiuso o dovessero risultare insolvibili, cosa succede? Tutto l’ammontare del danno verrebbe richiesto al professionista rimasto in attività (per effetto della solidale art. 2055 C.C.). La polizza deve prevedere sempre e comunque i danni derivanti la responsabilità solidale;(in allegato un articolo del Sole 24)
  • Nessun sotto limite: mentre la polizza delle altre compagnie per determinati rischi copre solo per una parte del massimale indicato in polizza (per esempio se ha scritto in polizza massimale 1.000.000 di euro, ci sono dei casi in cui nelle condizioni di polizza sono indicati con un massimale a parte, normalmente molto più basso). Un esempio sono i danni patrimoniali dove ci sono sotto limiti anche a 100.000 Euro). Le nostre soluzioni coprono qualsiasi danno con il massimale scelto e indicato in polizza. Un elenco dei danni dove ci sono sotto limiti e siete coperti solo in parte sono: mancato rispetto dei vincoli urbanistici, direzione dei lavori, legge 81.2008, danni patrimoniali, interruzione sospensione o tardata inizio attività;
  • Presenza di una Franchigia e non di Scoperti: è presente uno scoperto in caso di sinistro che ammonta tra un 10% e un 20%. Significa che in caso di sinistro il 10% o il 20% dell’ammontare del danno è a carico dell’assicurato e non coperto dall’assicurazione. Nelle nostre soluzioni è presente solo una franchigia, da scegliere da un minimo di 1000 euro a salire. La franchigia è una quota fissa che rimane a carico dell’assicurato, scelto insieme alla stipula, che non dipende dall’ammontare del danno creato;
  • Mancata rispondenza dell’opera, limiti di massimali e limiti temporali. Vedo molto spesso da tre mesi a dodici/ventiquattro mesi. Quanti sono gli anni di responsabilità di un professionista? Almeno dieci, ed in alcuni si parla di responsabilità illimitata (detta resp. Aquiliana art 2043 cc). Scegliere polizze che non abbiano alcun limite temporale;
  • Retroattività illimitata: molte hanno una limitazione nella retroattività, per esempio 10 anni. Pretendete di essere assicurati sin dal primo giorno di esercizio, con retroattività illimitata;
  • Prezzo: Lasciato per ultimo perché rispetto alle gravi carenze elencate in precedenza, ci sembrava meno importante il valore del prezzo. Il premio di assicurazione rappresenta il primo sinistro per l’assicurato, tenerlo sotto controllo è di fondamentale importanza dopo aver considerato tutti i rischi che l’attività.

Occhio: Ricordo a tutti le polizze hanno ancora il tacito rinnovo 60 giorni, è indispensabile muoversi in tempo.

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L’importanza delle dichiarazioni prima del contratto di Rc Professionale

Quando si contrae una polizza di Rc. Professionale si dichiarano sempre i fatti accaduti negli anni precedenti, tali dichiarazioni sono fondamentali ai fini degli art. 1892 e 1893 del codice civile. In questo caso mi riferisco in particolare alla domanda, sei a conoscenza di circostanze che potrebbero dare origine a future richieste di risarcimento? Qui è il nocciolo della questione, come spiegato nei precedenti articoli su cosa sia un sindacato e quali sono le proprie funzioni, l’assicurato deve fare molta attenzione ai risvolti della domanda. Cosa s’intende per circostanze? La circostanza è qualsiasi atto o fatto che l’assicurato conoscesse prima della stipula del contratto che potrebbe dare origine ad una futura richiesta. Mi sono trovato in alcune circostanze dove il reclamante ma soprattutto il suo avvocato all’ interno della successiva richiesta, faccia riferimento a telefonate e/o accordi verbali, semplicemente questa potrebbe diventare una prova della conoscenza di tale circostanza. Ovviamente da ciò tralasciamo quando ci sono chiari messaggi anche via e-mail anche destinati a terzi e per conoscenza con il professionista. Tutto ciò nelle polizze professionali può far perdere la possibilità di essere indennizzati se il professionista non riesce a provare che non ha dichiarato tale falsità per trarne un beneficio ed essere assicurato. Per cui su cosa concentrarsi? In corso d’ anno dichiarare obbligatoriamente entro e non oltre 30 giorni tutte le circostanze/fatti che potrebbero far presumere una futura richiesta di risarcimento e alla scadenza dell’annualità senza tacito rinnovo (se assicurati con compagnie del Mercato di Londra) controllare sempre il numero di sindacato, accertandosi che sia il medesimo anche per l’anno successivo. Qualora cambiasse il Sindacato, da prendere come obbligo di comunicare prima della scadenza all’attuale assicuratore le circostanze facendosi aprire un sinistro cautelativo. Ricordate cosa ho scritto sulla prescrizione.

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Tacito rinnovo PRO E CONTRO

Polizze di assicurazioni con o senza il tacito rinnovo?

Come premessa almeno per il momento il tacito rinnovo si applica nelle polizze che non rientrino a far parte del settore auto.

L’importanza di avere il tacito rinnovo in una polizza professionale permette all’assicurato di stare tranquillo per il prossimo rinnovo di copertura. La tutela per l’assicurato è che se l’assicuratore non volesse rinnovare il contratto deve obbligatoriamente comunicarlo con 30 giorni di preavviso. Nel mercato Italiano, hanno avuto molto successo le Compagnie Estere, che molto spesso non hanno il tacito rinnovo sulle polizze professionali. Il mercato di Londra generalmente non lo prevede  per varie ragioni, ad esempio  un cambio di Sindacato. Per concludere credo che in generale per l’assicurato sia più semplice e favorevole avere una polizza con il tacito rinnovo che per non precludersi eventuali valutazioni comporta avere una buona organizzazione delle scadenze che permetta di valutare altre compagnie con la dovuta calma nei tempi stabiliti dalla proroga automatica. All’opposto del tacito rinnovo, non averlo permette di rivedere annualmente il contratto in corso ridefinendo e/o confermare nuove e/o precedenti condizioni. Anche questa soluzione è molto importante, molti sinistri accadono di non essere coperti perché l’assicurato ritiene per scontato di essere garantito dalla polizza professionale e l’assicuratore per propria natura non ricopre un ruolo consulenziale con un pessimo risultato finale per entrambi.

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Il Mercato delle Assicurazioni di Londra

Ha mai sentito parlare dei famosi Assicuratori di Londra? Pensa che sia una Compagnia di Assicurazione come le altre? Ne ha sentito parlare ma non conosce i suoi meccanismi?

Cercherò di spiegare passo dopo passo alcune considerazioni che nel tempo ho fatto.

Gli Assicuratori di Londra in se non sono una compagnia di assicurazione ma un vero e proprio          ‘’ Market’’, questo mercato è formato da membri degli assicuratori che supportano con un capitale uno o più sindacati. Quest’ultimi sottoscrivono ed approvano i testi di polizza. Coverholder, Broker ed altre organizzazioni sono i canali distributivi, ad ogni sindacato appartiene un numero identificativo.

Tutte le polizze con lo stesso marchio sono uguali? Come mai nelle polizze è riportata la % di ogni sindacato?

Ogni polizza ha un testo diverso da un’altra, per cui garanzie, limiti, franchigie e scoperti diversi.

Ogni polizza degli Assicuratori di Londra è sottoscritta da uno o più sindacati, nella parte destra in alto sono riportate le % dei sindacati.

Ora facciamo un esempio, esistono polizze con un unico sindacato, per cui leggeremo 100%, in altre leggeremo una serie di percentuali e numeri corrispondenti a più sindacati, quali differenze?

Nel caso di sottoscrizione con unico sindacato al 100% il sinistro viene gestito senza suddivisione di quote.

Nel Secondo caso ipotizzando un rischio sottoscritto da 5 sindacati ognuno con quota del 20%, in caso di sinistro liquidabile in 100.000 € ognuno dei sottoscrittori coinvolti risarcirà € 20.000 ed in questo caso è valida la  ‘’Clausola di responsabilità disgiunta’’ riportato in tutte le polizze del Mercato di Londra.

Nel secondo caso ci troviamo in situazione assimilabile alla “coassicurazione” ove ogni singolo sindacato risponde solo ed esclusivamente per la propria quota parte senza alcun vincolo di responsabilità solidale verso gli altri.

Pertanto in definitiva è molto importante capire ‘’come del resto sempre’’ chi sarà il partner giusto a garantire i miei rischi?

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Il Tempismo dell’assicurato

Avete sentito parlare di prescrizione del sinistro? È richiesto all’assicurato un atteggiamento di controllo sui termini delle comunicazioni relative al sinistro e/o ad una potenziale circostanza di responsabilità civile professionale. Una volta comunicato all’assicuratore la circostanza o il sinistro, i termini di prescrizione sono due anni e decorrono sempre dalla nuova comunicazione. Qualora l’assicurato dimentichi di mantenere attivo detto comporto che permette di gestire il sinistro con l’assicuratore, perderà la possibilità di essere garantito nel risarcimento dei terzi grazie alla propria Rc Professionale. Molta attenzione deve essere fatta soprattutto quando si fanno variazioni di compagnia assicurativa. Occhi aperti, un buon metodo è avere uno scadenzario sinistri, oltre che un Mediatore Specializzato. Di eseguito un link utile  la prescrizione

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Un intermediario Specializzato o un Generalista?

L’obbligo ad assicurarsi e la mancanza di chi assicura i rischi professionali.  Strano ma vero, questa è l’ amara realtà.

Come oramai noto la maggior per la maggior parte delle professioni tecniche, giuridiche e mediche è obbligatoria una polizza di responsabilità civile professionale, fin qui tutto ok ma non esiste una regola di quali siano le garanzie ed i massimali per essere tranquilli. In effetti per molte professioni la legge non stabilisce le regole dell’assicurazione, ed in maniera molto generica definisce l’obbligo di possedere una polizza di assicurazione. Quali sono i risvolti? Quale dovrebbe essere il massimale per avere una polizza congrua alle attività esercitate? Quali sono le garanzie da inserire nella polizza? Qual è il giusto intermediario con il quale fare la polizza? Le compagnie di assicurazione non sono obbligate a contrarre un rischio professionale, non sono interessate in quanto valutano un mercato sottoposto a rischi eccessivi e di conseguenza non formano i propri intermediari. Avete capito bene, non sono obbligate, non sono interessate, non formano. Le conseguenze sono catastrofiche, quest’ultime possono decidere a pro loro quali garanzie/limiti/esclusioni da inserire all’interno dei contratti, con la facoltà addirittura di assicurare o meno un professionista. Spero che sia chiaro il problema, non è solo la concorrenzialità, ma è molto più importante valutare come e con chi assicurarsi. Occorre SPECIALIZZAZIONE.

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Responsabilità solidale: importanza e applicazioni

L’obbligo assicurativo introdotto dalla L. 14/09/2011 n.148 e dal successivo D.P.R. 07/08/2012 n.137, si riferisce alla Responsabilità Civile del libero professionista ovvero la responsabilità che insorge quando il professionista, nello svolgimento del proprio incarico, cagiona un danno a terzi e che ha come conseguenza l’obbligo al risarcimento del danno stesso.

Quando i responsabili del medesimo danno sono più d’uno, è possibile che il professionista incorra nella cosiddetta “responsabilità solidale” come previsto dall’art. 2055 del c.c. che testualmente recita: “Se il fatto dannoso è imputabile a più persone, tutte sono obbligate in solido al risarcimento del danno. Colui che ha risarcito il danno ha regresso contro ciascuno degli altri, nella misura determinata dalla gravità della rispettiva colpa e dall’entità delle conseguenze che ne sono derivate. Nel dubbio, le singole colpe si presumono uguali.”

E’ evidente, già da questa premessa, che la condanna in solido costituisce un rafforzativo del diritto al risarcimento del danneggiato in quanto consente a quest’ultimo di esigere l’intero risarcimento da uno qualsiasi dei soggetti responsabili ed è per questo motivo che il danneggiato, nella citazione in giudizio dei possibili responsabili, chiede praticamente sempre che il giudice riconosca questo genere di responsabilità tra i chiamati in causa e disponga conseguentemente la condanna solidale tra gli stessi.

Come precisato dall’art. 2055 c.c., il soggetto che abbia pagato l’intero risarcimento al danneggiato ha poi diritto di rivalsa sugli altri soggetti coobbligati, sempre che, naturalmente, questi risultino solventi o non siano nel frattempo falliti. Diversamente non avendo modo di recuperare il risarcimento pagato, rimarrà a suo carico anche il pagamento della quota di responsabilità degli altri soggetti coobbligati.

In caso di responsabilità professionale succede spesso che il professionista sia chiamato in causa insieme ad altri professionisti e ad una o più imprese e, purtroppo, può accadere che il giudice riconosca una responsabilità solidale tra due o più di questi soggetti.

E’ il caso, ad esempio, dei vizi della costruzione di cui all’art. 1669 del codice civile ovvero quei vizi che causino la rovina totale o parziale degli edifici. In numerose sentenze, infatti, la Corte di Cassazione ha riconosciuto il concorso dell’appaltatore, del progettista e del direttore dei lavori, nella determinazione di questa tipologia di danno, condannando solidalmente i vari soggetti. Altro caso è per i commercialisti membri di un collegio sindacale, dove l’uno risponde in via solidale con l’altro professionista.

Nel caso in cui il giudice decida per una condanna solidale e uno o più condannati risulti insolvente o fallisca, la rispettiva quota di risarcimento viene ripartita sui restanti soggetti, in proporzione alle rispettive quote di responsabilità, per cui può accadere che il professionista sia tenuto a pagare, oltre che per la propria responsabilità personale, anche per una o più quote di responsabilità di altri soggetti in forza di questo vincolo solidale.

Occorre però tener presente in tema di obbligazioni, che l’art.1292 del codice civile precisa che “Lobbligazione è in solido quando più debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione, in modo che ciascuno può essere costretto all’adempimento per la totalità e l’adempimento da parte di uno libera gli altri; oppure quando tra più creditori ciascuno ha diritto di chiedere l’adempimento dell’intera obbligazione e l’adempimento conseguito da uno di essi libera il debitore verso tutti i creditori”. Quindi per aversi obbligazione solidale è necessario che la pluralità di soggetti abbia assunto la medesima obbligazione e che gli stessi siano tenuti alla medesima prestazione ai fini dell’esecuzione dell’obbligazione stessa.

Sarà pertanto compito di un’attenta ed efficace difesa dimostrare l’insussistenza di un’obbligazione solidale tra il professionista e altri soggetti, siano essi professionisti o imprese, e che la responsabilità di ciascun soggetto è ben distinta e separata dalle altre. Inoltre sarà in ogni caso importante che le singole responsabilità vengano identificate percentualmente e non invece genericamente equidistribuite.

Dal punto di vista assicurativo occorre prestare molta attenzione poiché la maggior parte delle polizze di responsabilità civile professionale rispondono solo per la quota di responsabilità propria dell’assicurato con esclusione di qualsiasi quota solidale.

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Retroattività: regola n°1 per stare tranquilli!

Il mercato delle polizze di responsabilità civile professionali è abbastanza delicato, molti dei testi Inglesi tradotti in Italiano riporta che la retroattività della polizza è soggetta a continuità di copertura assicurativa. Mi sono fatto questa idea, non avere per un certo periodo la polizza per gli assicuratori è visto come un simbolo di minor rating del professionista. Qualora per qualsiasi ragione il professionista non ha avuto una polizza in continuità deve essere riportato in modo chiaro sul certificato di copertura in corso garantendo la retroattività anche il periodo di ‘’Buco’’ ovvero in assenza di polizza di assicurazione. Un consiglio che posso dare a tutti è di leggere attentamente l’articolo di validità della retroattività presente nelle condizioni generali di polizza senza limitarsi al certificato di polizza che riporta una data o altra formula di retroattività.