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Malattie e complicanze familiari, una polizza che può aiutare le famiglie

Quando i figli pensano ai propri genitori?

È molto importante che i figli in età adulta pensassero a garantire economicamente il proprio futuro anche per la salute dei propri genitori. È un ragionamento un’pò contorto, ma cerco di spiegarmi. Esistono polizze di assicurazione che garantiscono il sostentamento dei propri genitori a causa di infortuni gravi o ancor peggio di malattie degenerative, in modo da poter far fronte a spese inaspettate, come un abitazione più comoda a piano terra, ad un assistente giornaliero senza intaccare il tenore di vita attuale dei familiari. Altro aspetto fondamentale da non sottovalutare, è che l’uso di questa tipologia d’investimento permette ai figli di avere maggior tempo disponibile per dedicarsi ai tanti impegni familiari. Per polizze così complesse devono essere valutati scrupolosamente i contenuti onde evitare spiacevoli inconvenienti. Le attenzioni vanno rivolte soprattutto all’ età massima assicurabile, alle malattie escluse ed alla durata delle garanzie.

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Regole, regole e ancora regole, le mille e precise regole delle polizze

Avete sentito parlare di come i periti valutano i beni danneggiati o distrutti? Quando si parla di danni alla proprietà si fa quasi sempre riferimento ad un’unica regola contrattuale prediletta dalle compagnie di assicurazione, l’assicurazione è prestata a valore a nuovo. Con questo termine entra in scena l’art 1907 del codice civile, definendo che i beni distrutti vengono risarciti in base al valore a nuovo per lo stesso grado di rendimento, qualità ed equivalenza. È molto importante che prima di indicare alla compagnia i valori delle cose da assicurare, preparare una stima dettagliata ed attenta delle proprietà come se le dovesse ricomprarle nuove, comunicando poi i valori all’assicurazione.

Quali sono le conseguenze di una cattiva stima?  L’ imprecisione, determina una riduzione dell’importo liquidato in proporzione di quant’è sotto-stimato. Molti pensano, ma non danneggerò mai tutta la merce, attrezzature, macchinari etc…, perché assicurarla completamente? La regola è unica, vale sia per sinistri catastrofali che per piccoli eventi. Occhio alle dichiarazioni di stime non effettuate coerentemente a regola d’arte.  In tal caso non c’è alcuna responsabilità dell’assicuratore, lui indica nel contratto quanto gli viene comunicato. Oltre a questo tipo di metodo di determinazione delle somme ne esistono delle altre che ne parlerò nei prossimi articoli. Esistono programmi che permettono di verificare e manutenere il valore delle cose da assicurare.

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Esperienze sulle polizze danni materiali diretti

Nel corso degli anni mi sono concentrato e specializzato sui problemi assicurativi delle imprese del territorio Toscano, rilevando una serie di future problematiche, che secondo me sono per loro sono del tutto inaspettate. Partendo dai loro beni, una serie di lacune sono probabilmente dovute anche una scarsa qualità sul mercato di mediatori in grado di saper rappresentare ad un imprenditore quali rischi corre e come può trasferirli al mercato assicurativo.
La base sul quale si fonda il principio per cui mi assicuro è ripristinare la situazione ante sinistro, immaginando anche le conseguenze degli eventi per poi costruire strumenti specifici per affrontarli. Facendo ora un semplice esempio, riscontro che il 99% delle aziende possiede una polizza danni materiali e diretti e la stessa % non ha matematicamente garantito i danni conseguenti da tali eventi. Quali danni provoca l’incendio/l’allagamento/il terremoto/fenomeno elettrico? La distruzione dei beni, ma non pensate che i danni siano soprattutto: Interruzione o sospensione di attività? Spese fisse ed insopprimibili che continuano a correre? Perdita di quote di mercato causa della mancata presenza? Perdite di profitti? Sciacallaggio della clientela? Spese per sostenere maggiori costi di produzione verso terzi fornitori? Pensate vi sono stime che identificano che i danni indiretti provocano all’ azienda una perdita ben 2.5 volte superiori al puro danno materiale diretto ai beni. Esistono calcoli e sistemi specifici per garantire tali perdite.

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L’importanza delle dichiarazioni prima del contratto di Rc Professionale

Quando si contrae una polizza di Rc. Professionale si dichiarano sempre i fatti accaduti negli anni precedenti, tali dichiarazioni sono fondamentali ai fini degli art. 1892 e 1893 del codice civile. In questo caso mi riferisco in particolare alla domanda, sei a conoscenza di circostanze che potrebbero dare origine a future richieste di risarcimento? Qui è il nocciolo della questione, come spiegato nei precedenti articoli su cosa sia un sindacato e quali sono le proprie funzioni, l’assicurato deve fare molta attenzione ai risvolti della domanda. Cosa s’intende per circostanze? La circostanza è qualsiasi atto o fatto che l’assicurato conoscesse prima della stipula del contratto che potrebbe dare origine ad una futura richiesta. Mi sono trovato in alcune circostanze dove il reclamante ma soprattutto il suo avvocato all’ interno della successiva richiesta, faccia riferimento a telefonate e/o accordi verbali, semplicemente questa potrebbe diventare una prova della conoscenza di tale circostanza. Ovviamente da ciò tralasciamo quando ci sono chiari messaggi anche via e-mail anche destinati a terzi e per conoscenza con il professionista. Tutto ciò nelle polizze professionali può far perdere la possibilità di essere indennizzati se il professionista non riesce a provare che non ha dichiarato tale falsità per trarne un beneficio ed essere assicurato. Per cui su cosa concentrarsi? In corso d’ anno dichiarare obbligatoriamente entro e non oltre 30 giorni tutte le circostanze/fatti che potrebbero far presumere una futura richiesta di risarcimento e alla scadenza dell’annualità senza tacito rinnovo (se assicurati con compagnie del Mercato di Londra) controllare sempre il numero di sindacato, accertandosi che sia il medesimo anche per l’anno successivo. Qualora cambiasse il Sindacato, da prendere come obbligo di comunicare prima della scadenza all’attuale assicuratore le circostanze facendosi aprire un sinistro cautelativo. Ricordate cosa ho scritto sulla prescrizione.

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Tacito rinnovo PRO E CONTRO

Polizze di assicurazioni con o senza il tacito rinnovo?

Come premessa almeno per il momento il tacito rinnovo si applica nelle polizze che non rientrino a far parte del settore auto.

L’importanza di avere il tacito rinnovo in una polizza professionale permette all’assicurato di stare tranquillo per il prossimo rinnovo di copertura. La tutela per l’assicurato è che se l’assicuratore non volesse rinnovare il contratto deve obbligatoriamente comunicarlo con 30 giorni di preavviso. Nel mercato Italiano, hanno avuto molto successo le Compagnie Estere, che molto spesso non hanno il tacito rinnovo sulle polizze professionali. Il mercato di Londra generalmente non lo prevede  per varie ragioni, ad esempio  un cambio di Sindacato. Per concludere credo che in generale per l’assicurato sia più semplice e favorevole avere una polizza con il tacito rinnovo che per non precludersi eventuali valutazioni comporta avere una buona organizzazione delle scadenze che permetta di valutare altre compagnie con la dovuta calma nei tempi stabiliti dalla proroga automatica. All’opposto del tacito rinnovo, non averlo permette di rivedere annualmente il contratto in corso ridefinendo e/o confermare nuove e/o precedenti condizioni. Anche questa soluzione è molto importante, molti sinistri accadono di non essere coperti perché l’assicurato ritiene per scontato di essere garantito dalla polizza professionale e l’assicuratore per propria natura non ricopre un ruolo consulenziale con un pessimo risultato finale per entrambi.

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Il Mercato delle Assicurazioni di Londra

Ha mai sentito parlare dei famosi Assicuratori di Londra? 

Ne ha sentito parlare ma non conosci i suoi meccanismi? 

Pensi che siano una Compagnia di Assicurazione ? 

Gli Assicuratori di Londra in se non sono una compagnia di assicurazione ma un vero e proprio          ‘’ Market’’. Questo Mercato è formato da membri degli assicuratori che supportano con un capitale uno o più sindacati. Quest’ultimi sottoscrivono ed approvano i testi di polizza. Coverholder, Broker ed altre organizzazioni sono i canali distributivi, ad ogni sindacato appartiene un numero identificativo.

Tutte le polizze con lo stesso marchio sono uguali? 

Ogni polizza ha un testo diverso da un’altra, per cui garanzie, limiti, franchigie e scoperti diversi.

Come mai nelle polizze è riportata la % di ogni sindacato?

Ogni polizza degli Assicuratori di Londra è sottoscritta da uno o più Sindacati, in alto a dx o in fondo al contratto sono riportate le % dei sindacati.

Ora facciamo un esempio, esistono polizze con un unico sindacato, per cui leggeremo 100%, in altre leggeremo una serie di percentuali e numeri corrispondenti a più sindacati, quali differenze?

Nel caso di sottoscrizione con unico sindacato al 100% il sinistro viene gestito senza suddivisione di quote.

Nel Secondo caso ipotizzando un rischio sottoscritto da 5 sindacati ognuno con quota del 20%, in caso di sinistro liquidabile in 100.000 € ognuno dei sottoscrittori coinvolti risarcirà € 20.000 ed in questo caso è valida la  ‘’Clausola di responsabilità disgiunta’’ riportato in tutte le polizze del Mercato di Londra.

Nel secondo caso ci troviamo in situazione assimilabile alla “coassicurazione” ove ogni singolo sindacato risponde solo ed esclusivamente per la propria quota parte senza alcun vincolo di responsabilità solidale verso gli altri.

In definitiva è molto importante capire ‘’come sempre’’ Chi sarà il partner giusto a garantire i RISCHI PROFESSIONALI?

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Il Tempismo dell’assicurato

Avete sentito parlare di prescrizione del sinistro? È richiesto all’assicurato un atteggiamento di controllo sui termini delle comunicazioni relative al sinistro e/o ad una potenziale circostanza di responsabilità civile professionale. I termini di prescrizione sono due anni e decorrono sempre dal momento in cui si viene a conoscenza del fatto e/o sinistro. Qualora l’assicurato dimentichi tale comunicazione, perderà la possibilità di essere garantito nel risarcimento del danno. Molta attenzione deve essere fatta soprattutto quando si varia la Compagnia Assicurativa. Occhi aperti, un buon metodo è avere uno scadenzario sinistri, oltre che un Mediatore Specializzato. Di eseguito un link utile  la prescrizione

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Un intermediario Specializzato o un Generalista?

L’obbligo ad assicurarsi e la mancanza di chi assicura i rischi professionali.  Strano ma vero, questa è l’ amara realtà.

Come oramai noto la maggior per la maggior parte delle professioni tecniche, giuridiche e mediche è obbligatoria una polizza di responsabilità civile professionale, fin qui tutto ok ma non esiste una regola di quali siano le garanzie ed i massimali per essere tranquilli. In effetti per molte professioni la legge non stabilisce le regole dell’assicurazione, ed in maniera molto generica definisce l’obbligo di possedere una polizza di assicurazione. Quali sono i risvolti? Quale dovrebbe essere il massimale per avere una polizza congrua alle attività esercitate? Quali sono le garanzie da inserire nella polizza? Qual è il giusto intermediario con il quale fare la polizza? Le compagnie di assicurazione non sono obbligate a contrarre un rischio professionale, non sono interessate in quanto valutano un mercato sottoposto a rischi eccessivi e di conseguenza non formano i propri intermediari. Avete capito bene, non sono obbligate, non sono interessate, non formano. Le conseguenze sono catastrofiche, quest’ultime possono decidere a pro loro quali garanzie/limiti/esclusioni da inserire all’interno dei contratti, con la facoltà addirittura di assicurare o meno un professionista. Spero che sia chiaro il problema, non è solo la concorrenzialità, ma è molto più importante valutare come e con chi assicurarsi. Occorre SPECIALIZZAZIONE.

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Attacchi hacker, privacy, rischio sottovalutato?

Avete sentito parlare di Cyber crime? In questo articolo approfondirò questo nuovo rischio che sicuramente ancora è un fenomeno sottostimato, il tutto corroborato dai risultati delle ultime indagini dalle quali emerge che l’80% dei manager italiani non considera il Cyber crime “danno economico” e come se non bastasse, il 60% dei manager italiani non ha piena consapevolezza di che cosa sia. Dati alla mano si evince che a seguito della bassa percezione delle conseguenze e data la difficoltà ad individuare strumenti atti a difendersi da tali rischi, non possa che manifestarsi un evidente accrescimento del problema.
Se a questo aggiungiamo anche una totale assenza di univocità giuridica dovuta alle diverse legislature degli stati, diviene implicito giungere ad una totale incomprensione del rischio e delle sue conseguenze.
Purtroppo, i fatti parlano molto chiaro, se in Italia, non si considera e non si conosce il rischio informatico, si evidenzia come soltanto in Europa la percezione di tale rischio sia balzata in un anno semplicemente dal 9° al 5° posto nella scala dei principali rischi temuti dalle aziende.
La crescita del fenomeno e relativi attacchi su PMI è evidentissima ed altrettanto veloce. In termini di Puro Costo si è avuto un +78% rispetto al 2009 e +130% di Tempo per risolvere il problema (dovuto indubbiamente alla miglior difesa della parte lesa, e conseguentemente dalla maggiore “virulenza” dell’attacco).
Tali valori portano ad una stima mondiale di 12 miliari di $ di perdite annue per i prossimi 6 anni, con un impatto del:

  • +43% dei costi derivanti da furto dei dati;
  • +62% di identità violate (550 milioni);
  • +36% dei danni ai processi ed al business.

In Italia si stima una perdita fino a 8 miliardi complessivi (pari allo 0,6% del PIL). Le dichiarazioni di PMI che hanno subito un attacco, hanno dato origine ad una statistica allarmante.
Il 22% ha dichiarato un sensibile calo del fatturato:

  • +38% ha subito un’interruzione della propria attività (più di un giorno);
  • +36% ha avuto ritardi nella produzione;
  • i danni diretti ammontano a 9 miliardi.

Un ulteriore aspetto del cyber attack, è che spesso si ha un attacco indiretto, si tende a colpire non tanto la grande azienda, ma bensì le piccole aziende, che vengono utilizzate come “tramite” per attaccare le aziende più grandi
Le soluzioni ad una problematica di tale portata ovviamente non sono così scontate e comportano obbligatoriamente una comprensione del rischio. È indispensabile un cambiamento culturale ed un approccio di conoscenza del rischio, sicuramente maggiore rispetto ad altre casistiche che possano determinare delle perdite.

Quindi è fondamentale avere:

  • Informazione del fenomeno;
  • diversità nell’approccio del rischio rispetto ad altri rischi;
  • cognizione che la difesa dal rischio non è solo il sistema protetto;
  • non esiste sistema infallibile;
  • consapevolezza della pluralità dei rischi e delle varie fasi di un eventuale attacco. Pertanto è indispensabile attuare una gestione del rischio nei tre punti successivi:
  1. difesa aziendale con sistemi congrui a ridurre le vulnerabilità dei sistemi e relativa perdita dei dati;
  2. gestione della crisi e del danno delegata a personale specialistico, onde ridurre tempistiche di ripristino e danno stesso;
  3. eliminazione della perdita economica a seguito di indennizzo per danno subito e relativi costi per il danno arrecato ad altri.

A testimonianza di quanto riportato, si evidenzia che anche l’Europa ed il suo governo abbiano cercato di anticipare la gravità del fenomeno istituendo l’European Cybercrime Centre, varando inoltre la direttiva UE n4.0 del 2013 in relazione alla prevenzione e tutela dei dati a seguito di attacco cyber.

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Responsabilità solidale: importanza e applicazioni

L’obbligo assicurativo introdotto dalla L. 14/09/2011 n.148 e dal successivo D.P.R. 07/08/2012 n.137, si riferisce alla Responsabilità Civile del libero professionista ovvero la responsabilità che insorge quando il professionista, nello svolgimento del proprio incarico, cagiona un danno a terzi e che ha come conseguenza l’obbligo al risarcimento del danno stesso.

Quando i responsabili del medesimo danno sono più d’uno, è possibile che il professionista incorra nella cosiddetta “responsabilità solidale” come previsto dall’art. 2055 del c.c. che testualmente recita: “Se il fatto dannoso è imputabile a più persone, tutte sono obbligate in solido al risarcimento del danno. Colui che ha risarcito il danno ha regresso contro ciascuno degli altri, nella misura determinata dalla gravità della rispettiva colpa e dall’entità delle conseguenze che ne sono derivate. Nel dubbio, le singole colpe si presumono uguali.”

E’ evidente, già da questa premessa, che la condanna in solido costituisce un rafforzativo del diritto al risarcimento del danneggiato in quanto consente a quest’ultimo di esigere l’intero risarcimento da uno qualsiasi dei soggetti responsabili ed è per questo motivo che il danneggiato, nella citazione in giudizio dei possibili responsabili, chiede praticamente sempre che il giudice riconosca questo genere di responsabilità tra i chiamati in causa e disponga conseguentemente la condanna solidale tra gli stessi.

Come precisato dall’art. 2055 c.c., il soggetto che abbia pagato l’intero risarcimento al danneggiato ha poi diritto di rivalsa sugli altri soggetti coobbligati, sempre che, naturalmente, questi risultino solventi o non siano nel frattempo falliti. Diversamente non avendo modo di recuperare il risarcimento pagato, rimarrà a suo carico anche il pagamento della quota di responsabilità degli altri soggetti coobbligati.

In caso di responsabilità professionale succede spesso che il professionista sia chiamato in causa insieme ad altri professionisti e ad una o più imprese e, purtroppo, può accadere che il giudice riconosca una responsabilità solidale tra due o più di questi soggetti.

E’ il caso, ad esempio, dei vizi della costruzione di cui all’art. 1669 del codice civile ovvero quei vizi che causino la rovina totale o parziale degli edifici. In numerose sentenze, infatti, la Corte di Cassazione ha riconosciuto il concorso dell’appaltatore, del progettista e del direttore dei lavori, nella determinazione di questa tipologia di danno, condannando solidalmente i vari soggetti. Altro caso è per i commercialisti membri di un collegio sindacale, dove l’uno risponde in via solidale con l’altro professionista.

Nel caso in cui il giudice decida per una condanna solidale e uno o più condannati risulti insolvente o fallisca, la rispettiva quota di risarcimento viene ripartita sui restanti soggetti, in proporzione alle rispettive quote di responsabilità, per cui può accadere che il professionista sia tenuto a pagare, oltre che per la propria responsabilità personale, anche per una o più quote di responsabilità di altri soggetti in forza di questo vincolo solidale.

Occorre però tener presente in tema di obbligazioni, che l’art.1292 del codice civile precisa che “Lobbligazione è in solido quando più debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione, in modo che ciascuno può essere costretto all’adempimento per la totalità e l’adempimento da parte di uno libera gli altri; oppure quando tra più creditori ciascuno ha diritto di chiedere l’adempimento dell’intera obbligazione e l’adempimento conseguito da uno di essi libera il debitore verso tutti i creditori”. Quindi per aversi obbligazione solidale è necessario che la pluralità di soggetti abbia assunto la medesima obbligazione e che gli stessi siano tenuti alla medesima prestazione ai fini dell’esecuzione dell’obbligazione stessa.

Sarà pertanto compito di un’attenta ed efficace difesa dimostrare l’insussistenza di un’obbligazione solidale tra il professionista e altri soggetti, siano essi professionisti o imprese, e che la responsabilità di ciascun soggetto è ben distinta e separata dalle altre. Inoltre sarà in ogni caso importante che le singole responsabilità vengano identificate percentualmente e non invece genericamente equidistribuite.

Dal punto di vista assicurativo occorre prestare molta attenzione poiché la maggior parte delle polizze di responsabilità civile professionale rispondono solo per la quota di responsabilità propria dell’assicurato con esclusione di qualsiasi quota solidale.